Il Toro e il “Respect” dell’Uefa

Il Toro e il “Respect” dell’Uefa

Il Granata Della Porta Accanto / “Respect” è uno dei motti dell’Uefa, ma quanto ce n’è, di rispetto, verso i tifosi nella gestione del caso Milan?

di Alessandro Costantino

Il Toro non è andato in Europa League. Questo è stato il verdetto del campo e, nonostante il rammarico per una stagione coronata dalla conquista della ragguardevole somma di 63 punti, questo fatto va accettato. Succede però che chi è arrivato davanti, nella fattispecie il Milan, si scopre non essere del tutto, o forse addirittura in gran parte, in regola con le norme del Fair Play Finanziario (il cui acronimo inglese è FFP). Quante volte ci è capitato di vedere gare olimpiche, corse in bicicletta o gran premi di auto o moto, in cui la squalifica di un concorrente ha portato alla vittoria o ad un risultato migliore di quello ottenuto “sul campo” di un altro concorrente? Tutti preferiamo conquistare i nostri obiettivi direttamente, ma per farlo (o provare a farlo) occorre che ci sia omogeneità nel rispetto delle regole che disciplinano gli sport. Siamo sicuri che il Milan se a gennaio non avesse comprato Piatek e Paqueta’ sarebbe ugualmente arrivato davanti al Toro?

Toro, ora viene il bello (ed il difficile)

Ovviamente non abbiamo e non avremo mai la controprova, ma il dubbio è lecito ed è avvalorato dalle indagini che l’Uefa sta facendo per verificare, appunto, che i parametri del FFP siano rispettati (e non solo dal Milan). Se penso all’ironia che anch’io ho usato sovente in passato con gli amici per commentare i numerosi “scudetti del bilancio” vinti dal Torino FC, dovrei fare mea culpa di fronte allo stato attuale dell’arte: il club di Cairo è sano, tanti altri della nostra Serie A, no. Occorre sottolinearlo perché se tutti lo fossero, probabilmente (e uso questo avverbio proprio perché, ahimè, non esiste la famosa controprova…) i risultati sportivi del Torino degli ultimi anni sarebbero decisamente più positivi. Ecco allora che scatta il desiderio inconscio di giustizia, di rimettere a posto le cose e di separare il corretto dallo scorretto. Peccato che in questo la solerte Uefa sia meno brava di quanto lo è nell’enunciare principi di lealtà sportiva. Un po’ ce lo potevamo aspettare considerando che Ceferin, il presidente dell’Uefa eletto anche grazie all’appoggio politico dell’elettorato coagulato da Evelina Christellin il cui background tutti noi conosciamo molto bene, è colui che sta dando più credito di ciò che le singole federazioni intendano fare al folle progetto di SuperChampions sostenuto dall’Eca di Andrea Agnelli… Ad ogni modo, ciò che è accaduto è che la commissione giudicante dell’Uefa ha scelto, ispirandosi forse alla sempre in auge figura storica di Ponzio Pilato, di non decidere in merito alle sanzioni sul Milan, riservandosi prima di conoscere l’esito del ricorso inoltrato al Tas di Losanna sette mesi fa dalla società rossonera in merito ad una precedente sentenza sullo stesso argomento. Ora, sicuramente qualche parruccone ci racconterà che tutto ciò in mera punta di diritto è correttissimo ed io infatti non contesto la linea legale della questione.

Toro, addii dal sapore diverso con un occhio al futuro

Il punto, però, è che l’Uefa organizza competizioni sportive europee che hanno tempistiche ben definite entro le quali è doveroso sapere chi ha i titoli o meno per accedervi. Tutto questo lodevole sforzo fatto sul Fair Play Finanziario se non è accompagnato da un efficiente sistema di giustizia sportiva rischia di creare distorsioni poco capibili dai tifosi che sono poi i veri danneggiati in queste situazioni. Roma e Torino aspettano di capire come partiranno le proprie stagioni sportive a seconda di cosa accadrà al Milan. E se un tifoso del Torino avesse prenotato le vacanze a Bormio, oltre che per godere delle bellezze della località montana lombarda, anche per seguire la preparazione della squadra di Mazzarri, chi gli rimborserebbe il danno subìto se il Toro dovesse anticipare di due settimane il suo ritiro in vista dei preliminari di Europa League? Il calcio è un business che muove miliardi di euro, ma questo immenso giro di soldi ha come fulcro i tifosi che fanno da volano per questo tipo di economia. Il tanto reclamato e pubblicizzato motto dell’Uefa, “Respect”, cioè rispetto, è solo chiesto a giocatori, tecnici e tifosi o è anche dato in cambio? Perché pare che in realtà così non sia ed, anzi, l’altrettanto sempre in auge pratica di predicare bene e razzolare male sia in voga pure dalle parti di Nyon.


 

Da tempo opinionista di Projektowanie-stron-www, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

10 Commenta qui
  1. Rock y Toro - 2 mesi fa

    Ma volete mettere i ricavi pubblicitari ecc. che può portare il Milan rispetto (ecco cosa si intende per rispetto) al Torino?

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  2. PrivilegioGranata - 2 mesi fa

    UEFA SHIT!!!

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  3. user-13967438 - 2 mesi fa

    Sarà, ma a me non risulta che il CFCB Uefa abbia deciso di non sanzionare il Milan.
    Mi risulta che il procedimento sia solo sospeso in attesa di una pronuncia del TAS che però riguarda il primo triennio e non il secondo (poi comunque il Milan avrebbe di sicuro un ulteriore triennio sotto indagine se non addirittura due).
    Coi suoi tempi, anche se lunghi e provocanti ansie, la Camera di Controllo Finanziario dei Club affiliati all’Uefa deciderà, e non avrà la mano leggera, perché non ha mai avuto la mano leggera nei precedenti (basta consultare la loro sezione nel sito dell’Uefa).
    Il fatto che aleggi la sfiducia per abitudine rispetto alle istituzioni di governo del calcio è un avvelenamento che deriva rispetto a quelle istituzioni medesime a livello italiano, che quale primo organo di controllo per l’ennesima volta fanno la figura dei clown alla battaglia del lancio delle torte alla panna…

    Papillon

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    1. SSFT - 2 mesi fa

      Nel momento in cui l’uefa consente che per 2 anni consecutivi le violazioni del suo regolamento da parte della stessa squadra compromettano le sue competizioni (come l’anno scorso per atalanta e fiorentina, anche quest’anno ci sono 2 squadre “innocenti” coinvolte) l’uefa ha fallito.
      Se anziché rimandare la decisione avesse optato per l’esclusione (quest’anno più legittima, data la recidiva) il ricorso del milan al tas sarebbe dovuto essere obbligatoriamente con la procedura rapida (art 4 reg. El) e quindi avremmo avuto una decisione del tas in tempi brevi, come l’anno scorso.
      Le pene che verranno (se verranno) decise in futuro non tolgono il danno ai terzi in causa, in questo caso noi.
      Che in italia gli organi di controllo facciano la figura dei clown è cosa risaputa, ma in questo caso non è questione di controllo o meno. La violazione è accertata ormai, il problema è il modo con cui l’uefa ha reagito, cioè non salvaguardando l’interesse delle sue competizioni.

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  4. ALNICK70 - 2 mesi fa

    L’ho già scritto, in risposta ad un altro commento. Dalla data del suo acquisto, i soli gol di Piatek hanno portato al Milan 5 punti. Esattamente la distanza che c’è stata a fine campionato tra i rossoneri e il Torino, e che gli scontri diretti avrebbero indirizzato a favore dei granata. Questi sono numeri, e non possono essere contestati. Ora, non è dato a nessuno di sapere se altri non avrebbero portato al Milan gli stessi o più punti, ma è indubbio che acquistare a gennaio il capocannoniere (all’epoca) del campionato, porta alla squadra, oltre che punti, sicurezze che normalmente non si hanno. Se, come è indubbio, il Milan NON poteva acquistare né Piatek né Paquetà, spendendo 100 milioni che gli era stato esplicitamente vietato di spendere, il fatto che non venga sanzionato è semplicemente ridicolo e dimostra per l’ennesima volta la sudditanza (dell’UEFA così come della FIGC) nei confronti di quelle società che “storicamente” debbono essere salvaguardate perché potenti economicamente e politicamente, sia a livello nazionale (vedi il debito della Lazio spalmato in decenni mentre il Torino per molto meno veniva lasciato fallire) che internazionale (vedi l’ultimo esempio del Milan). Se non andremo in Europa, come meriteremmo – e lo voglio ancora sottolineare, lo meritiamo, perché i nostri 63 punti sono veri, realizzati sul campo a dispetto delle dozzine di errori arbitrali e mantenendo i conti societari in ordine – sarà un vero insulto. Ma spero porterà i ragazzi a rimboccarsi ancorpiù le maniche e a conquistare, la stagione ventura, l’Europa sul campo. Alla faccia di tutti.

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  5. bergen - 2 mesi fa

    Avendo un ranking Uefa più o meno come il Nizza Millefonti in caso di subentro dovremmo giocare i turni preliminari. Quindi io non modificherà nulla della preparazione, penserei a rafforzarmi bene per la prossima stagione e poi se dovesse essere improvviserei. Gli scorsi anni si giocava la coppa Italia e il livello è più o meno quello.

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  6. granatadellabassa - 2 mesi fa

    Respect? Ma per favore…

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  7. Rock y Toro - 2 mesi fa

    È sacrosanto che dobbiamo tirare dritto per la nostra strada, lasciando perdere l’Europa league, se verrà bene, sennò pace, tutto giusto, ma come affrontiamo, noi tifosi, come soprattutto la società affronterà la prossima stagione, ben sapendo che occorre fare molto più di 63 punti, per andare in EL? Occorrerà profondere molte più risorse, forze, denaro, per competere alla pari con chi ha invece strade spianate di fronte a sé, e tutto questo non è giusto!

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  8. ACT1906 - 2 mesi fa

    Riconsegnare subito il premio miglior bilancio, che a questo punto è una doppia presa per il culo e programmare la stagione prossima, al meglio, basta pagliacciate, tanto al milan non fanno nulla, basta pensiamo a noi e a non perdere punti che quest anno hanno fatto la differenza, v…….. o al VAR, all uefa, alla lega calcio a tutti, 3/4 giocatori, teniamo i nostri e spacchiamo tutto
    FORZA TORO!!!!!

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  9. GranaSiempre - 2 mesi fa

    Eh già… Vicenda oscena per come è stata gestita!
    Volevo vedere se fosse stata un’altra squadra meno blasonata dei rossoneri……

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