La Serie A alza il muro: il 2019/2020 può essere l’anno delle difese. E il Torino…

La Serie A alza il muro: il 2019/2020 può essere l’anno delle difese. E il Torino…

Il punto / Godin, Manolas e De Ligt: per le big investimenti importanti in difesa. Il Torino riparte dalle sue certezze: ecco perché la scegliere la continuità potrebbe pagare

di Redazione Projektowanie-stron-www
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Sarà una Serie A a trazione… posteriore. Il campionato italiano si rifà il look: in una delle sessioni estive di calciomercato più stravolgenti degli ultimi anni, sono molte le società di Serie A che hanno deciso di effettuare investimenti importanti in difesa. Da Manolas all’ultimo arrivato De Ligt, gli investimenti più importanti fin qui sono stati fatti proprio nel reparto arretrato: sintomo di una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza della fase difensiva. Un concetto che il Torino ha già assimilato lo scorso anno e che, con la rivoluzione dei difensori in atto, potrebbe premiare la squadra di Mazzarri.

LE ALTRE – I colpi più importanti li hanno fatti senza dubbio Inter, Napoli e Juventus. Le tre grandi big – che probabilmente si giocheranno il prossimo scudetto – hanno già investito molto nel reparto arretrato. Investimenti importanti in termini economici, ma ancor più in termini di qualità. Da Godin (acquistato dall’Inter a parametro zero), a Manolas (trasferitosi dalla Roma al Napoli per 36 milioni), passando per l’ultimo arrivato De Ligt (per il quale la Juventus spenderà oltre 70 milioni di euro) la Serie A ha già ampiamente superato quota 150 milioni di euro investiti per i difensori. Basti aggiungere alle cessioni e agli acquisti citati in precedenza quelle di Atalanta e Sampdoria, privatesi rispettivamente di Mancini (promesso sposo della Roma) e Andersen (nuovo giocatore del Lione).

IL TORINO – Con le big che investono molto in difesa e le altre contendenti per l’Europa che vedono partite i loro pezzi pregiati nel reparto arretrato, il Torino sta provando ad attuare una scelta in controtendenza. La società granata ha deciso di ripartire dalle proprie certezze, tra cui appunto la difesa: respinti con fermezza gli assalti provenienti dall’Italia e dall’estero per Izzo e Nkoulou, i quali saranno affiancati ai più giovani Bremer e Lyanco; attesi da una stagione che per loro dovrà essere quella della definitiva consacrazione. In un anno di rivoluzioni e grandi investimenti dunque, il Torino ripartirà dai suoi capisaldi: gli uomini ed il reparto sul quale la squadra di Mazzarri ha costruito le vittorie più importanti dello scorso anno. La quinta miglior difesa dello scorso anno (quella del Torino) vuole riconfermarsi agli stessi livelli: se le big di Serie A alzano il muro, il Torino non sarà da meno. L’obiettivo è migliorarsi ancora, con in più il vantaggio sulle concorrenti della conferma di un reparto già rodato e affermatosi – specialmente nel girone di ritorno – a un livello da Champions League.

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  1. user-13967438 - 1 mese fa

    Ora, separiamo un momento il discorso tra tifoso e chi sa vagamente a cosa serve un pallone da calcio.
    In competizione per lo scudo resta una sola squadra, con un vantaggio tra i 15 e i 20 punti tra quel paio di squadre meno competitive che si giocheranno il secondo posto.
    Altro abisso e lì c’è un gruppetto più folto di 5 squadre organizzate in modo più o meno sufficiente, oltre ad una possibile sesta imbucata a sorpresa al gran ballo per “zona Europa”.
    Poi la spazzatura che tra la parte destra della classifica e la serie C potrebbe essere collocata a colpo di culo più o meno ovunque, potrebbero anche fare una lotteria annuale che prescinda dai titoli sportivi, tanto scarso è diventato il livello generale del calcio italiano.
    Difese che potranno anche essere sistemate appena meglio entro confine, ma passate le Alpi saranno ancora per l’ennesimo anno il tallone di Achille di tutte le partecipanti italiane alle coppe, basta anche lì aver pazienza di aspettare il turno tra ottavi e quarti, quando i materassi saranno stati spolverati.
    L’arrocco della difesa “a 3 centrali in linea” in Europa paga poco… non è una questione di nomi.
    E veniamo al Toro, che proprio con questo schema gioca… arrivare di nuovo a fare un piazzamento in campionato come l’anno scorso e un ottavo di EL sarebbero considerati stagione positiva o negativa?
    Perché non illudiamoci, il nostro valore in campo è quello… poi magari ci scappa qualcosa in più o qualcosa in meno (sesto posto e quarti di finale, ottavo posto ed eliminazione ai gironi), ma il target è quello… per ora… visto che manca ancora qualcosina che potrebbe essere inserita nel calciomercato (ammesso che lo facciamo).
    Papillon

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  2. Madama_granata - 1 mese fa

    Il discorso può starmi bene e l’osservazione essere giusta.
    I nomi x la difesa del Toro però, mi insospettiscono:
    Izzo, Nkoulou, Bremer, Lyanco.
    Che fine hanno fatto Djidji, e, se possibile, anche Bonifazi?
    Si tratta solo di una svista di chi scrive, o c’è qualcosa sotto?
    Con tutti e 6, concordo: abbiamo una gran difesa.
    Con solo i primi 4 atleti menzionati nell’articolo, pur se con 2 campioni come Izzo e Nkoulou, la coperta diventa corta, molto corta..
    Cortissima se Lyanco, purtroppo, continuerà con i suoi problemi di salute!
    Peggio ancora se, Dio non voglia, si dovessero fermare Izzo o Nkoulou x un malanno o x qualche espulsione!
    E poi: questi 4 giocatori dovrebbero essere costantemente in campo, in campionato, nella Coppa Italia e anchel (speriamo sempre) in Europa League?
    Senza mai un turno di riposo, senza mai un momento di stanchezza, senza mai anche solo un’influenza, un piccolo malanno?
    Bremer è una giovane promessa, ma fa ancora tanti errori.
    Quanto potrà resistete, a certi ritmi?

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    1. FORZA TORO - 1 mese fa

      Djidji e Bonifazi sono ancora del Toro in più ci sono Ferigra e Singo,poi se tu vuoi tutti titolari della stessa o quasi forza,credo che sei fuori strada,nemmeno le più forti d’europa li hanno

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      1. Madama_granata - 1 mese fa

        Come ho auspicato all’inizio, nessun problema se rimangono Djidji e Bonifazi.
        Diciamo, mi pare, la stessa cosa.
        Ferigra, se non erro, è stato mandato in prestito; Singo credo sia ancorma molto acerbo x competizioni come
        Campionato ed Europa League.

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